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Il CarciofoLa storia
Il carciofo (Cynara scolimus L.)
botanicamente è una composita
– ovvero appartiene alla
stessa famiglia della margherita
ma anche di altre piante
orticole come il cardo (di
cui è stretto parente). Si tratta
di una pianta originaria del
Nord Africa nota già nell’antica
Roma, dove veniva considerata
una stranezza e una
leccornia - Plinio descrive il
carciofo pur non apprezzandolo:
“così noi tramutiamo in
corrotto festino le mostruosità
della terra, quelle che
perfi no gli animali evitano
per istinto” (libro 19). Le proprietàNel ʻ600
si riteneva che il carciofo fosse
una pianta dai poteri afrodisiaci:
in realtà le proprietà
del carciofi sono ben altre. Le varietà
La varietà di carciofo vengono
sommariamente distinte
in carciofi “violetti” e “spinosi”
oltre che in “moretti”. La
tipologia violetta compre de
diversi gruppi di varietà (per
esempio i “Teramo”), gli spinosi
sono coltivati in particolare
in Sardegna e Sicilia e
sono più apprezzati dai consumatori
meridionali. I carciofi
“moretti” sono in genere
le varietà più tardive, coltivate
nel Centro e Nord Italia. A
parte devono essere considerati
i carciofi romaneschi,
qui le infiorescenze sono di
grande dimensione e rotondeggianti,
con brattee molto
carnose. Coltivati nell’alto
Lazio e nella bassa Toscana i carciofi romaneschi (le
“mamme”) sono da sempre
un ingrediente fondamentale
nella cucina della capitale
(“i carciofi alla judia”) e sono
oggi ricercati in tutta Italia. Il carciofo di San LucaLe colline di Bologna erano fi no negli anni sucessivi al dopo guerra una grande area di coltivazione del carciofo. Proprio i colli che fanno da quinta alla città erano una zona di coltivazione privilegiata, che dava prodotti di grande qualità. Si coltivavano varietà in genere tardive della tipologie “moretto” (simili sa quelle che ancor oggi vengono coltivate nel litorale toscano) – la più nota e tipica , selezionata dagli agricoltori con una secolare opera, era denominata, appunto S.Luca. Oggi questa varietà è rarissima, sopravvive in pochissime coltivazioni collinari e si può dire che è a serio rischio di estinzione. La Vecchia Scuola lancia quindi un appello: SALVIAMO IL CARCIOFO DI S.LUCA!!!! La conservazioneI carciofi possono essere conservati nel frigorifero domestico a temperatura di 0-5° C meglio se con umidità elevata. I carciofi cotti non sono per nulla conservabili e nel giro di 24 ore possono ricoprirsi di una muff a anche tossica (bremia). Acquistare i carciofiI carciofi sono uno dei pochi prodotti ortofrutticoli per cui è permessa la vendita per unità e non per kg netto. Fanno eccezione i carciofi ni da conserva (venduti a kg) che sono gli ultimi ricacci primaverili delle piante. quando di acquista un carciofo bisogna osservare che le brattee del capolino siano ben serrate, integre e prive di maculature oltre che di segni di danni da gelo. Al taglio longitudinale del capolino si deve verifi care l’assenza di “barbe” (l’infi orescenza interna che si presenta come materiale cotonoso) nella parte più interna. |
