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La pera Abate
Pare che ai tempi di Vatel, il famoso
cuoco del Conte di Condè (ricordate
il film con Gerard Depardieu?)
esistessero in Francia oltre 500 varietà
di pera.
Mentre per tutte le specie di piante
da frutto si ha una continua proposta
di nuove varietà, per il pero,
a parte poche eccezioni, continuiamo
invece a mangiare varietà che
sono state selezionate da secoli.
Fra queste vi è anche quella che è
ritenuta la vera ‘regina’ delle pere:
la Abate Fètel. Si può ben dire che le pere Abate emiliane non conoscono rivali al mondo - una coltivazione redditizia di questa varietà pare sia possibile solo grazie alle caratteristiche dei suoli e al clima della ‘bassa’. Nelle tre provincie emiliane (e principalmente nel ferrarese) è concentrata la produzione di pere del nostro paese, che figura peraltro come primo produttore ed esportatore europeo. Un primato che deriva dall’intraprendenza dei coltivatori emiliani, che presumibilmente dopo aver fatto incetta di gemme, germogli e talee in Francia, già nei primi decenni del secolo scorso esportavano pere (a vagoni, dal nodo ferroviario di Bologna) verso tutta Europa. Le pere Abate hanno la buccia sottile,
con colore giallo rugginoso
spesso con riflessi dorati e rosati. Le pere Abate si raccolgono all’inizio di Settembre, occorre però un periodo post-raccolta per procedere al consumo.
I frutti con maturità ideale
si trovano in commercio da Ottobre-
Novembre - la offerta continua,
grazie alle nuove tecnologie di conservazione,
fino a Marzo inoltrato. L’ideale è acquistare piccoli quantitativi
di pere e consumarli nel loro
optimum gustativo. Se si acquistano
pere immature (per es. con apice
vicino al picciolo ancora verde) è
meglio farle maturare fuori dal frigorifero.
La pera Abate ben matura
è assolutamente formidabile sia
come dessert che con un gran numero
di formaggi, compresi quelli
a pasta molle. di Duccio Caccioni |
